Caduta dei capelli in autunno: come affrontare la perdita stagionale

Con l’arrivo dell’autunno, gli alberi perdono le foglie… e anche i nostri capelli sembrano fare altrettanto. Ogni anno, quando arrivano i primi freddi, molte persone notano una caduta dei capelli più marcata del solito. Spazzole piene, capelli sul cuscino o nel piatto doccia: questo fenomeno può rapidamente diventare fonte di preoccupazione. Ma è davvero normale? Cosa si nasconde dietro questa caduta? E soprattutto, possiamo prevenirla o almeno limitarla? La clinica del Dott. Cinik fa chiarezza sulla situazione.

Come funziona il ciclo vitale dei capelli

Per capire davvero cosa succede in autunno, bisogna prima comprendere come funzionano i nostri capelli. Ogni capello è formato da due parti distinte: la radice e il fusto. La radice, invisibile perché situata sotto la pelle, ospita il follicolo pilifero, una vera e propria fabbrica biologica dove avviene la crescita del capello. Il fusto, invece, è la parte visibile che curiamo quotidianamente. È composto principalmente da cheratina, una proteina che conferisce ai capelli resistenza e struttura.

I capelli seguono un ciclo vitale in tre fasi:

  • Fase anagen: è la fase di crescita attiva, che può durare dai 2 ai 6 anni. Secondo Kanti et al. (2018), questa fase riguarda l’85-90% dei capelli presenti sul cuoio capelluto in ogni momento.
  • Fase catagen: rappresenta una transizione. I capelli smettono di crescere ma rimangono ancorati (circa 2-3 settimane). Questa fase di regressione interessa solo l’1-2% dei capelli (Kanti et al., 2018).
  • Fase telogen: è la fase di riposo e caduta. I capelli cadono per lasciare spazio a quelli nuovi. Questa fase dura circa 3 mesi e coinvolge il 10-15% dei capelli (Kanti et al., 2018).

Questo ciclo è continuo e coinvolge costantemente migliaia di capelli. In media perdiamo tra 50 e 100 capelli al giorno, spesso senza nemmeno accorgercene. Ma in certi periodi dell’anno, ecco che la caduta si intensifica…

È normale perdere più capelli in autunno?

Sì, assolutamente. La caduta dei capelli in autunno è un fenomeno fisiologico comune, legato al cambio di stagione. Durante l’estate, i capelli beneficiano del calore e della luce solare, che ne stimolano la crescita. Risultato: molti capelli entrano nella fase anagen.

Con l’arrivo dell’autunno, questo “picco” di crescita rallenta e molti capelli passano alla fase telogen. È proprio in questo momento che notiamo una caduta più significativa, spesso concentrata nell’arco di poche settimane.

Non è quindi raro perdere dai 100 ai 300 capelli al giorno in autunno, fino a 4 volte più del normale. Questa perdita, per quanto impressionante, rimane generalmente temporanea. Grover e Khurana (2013) confermano che l’effluvio telogen può causare una perdita giornaliera di oltre 200-300 capelli, in particolare durante i cambi di stagione.

Ma non è tutto: fattori ambientali ed emotivi tipici di questa stagione accentuano il fenomeno:

  • Lo stress del rientro al lavoro o a scuola
  • La ridotta esposizione alla luce naturale
  • La stanchezza accumulata durante l’estate
  • Le carenze nutrizionali post-vacanze

Tutti questi elementi perturbano l’equilibrio del cuoio capelluto e favoriscono il telogen effluvium, una caduta diffusa e improvvisa, spesso benigna ma decisamente visibile.

Come limitare la caduta dei capelli in autunno?

Di fronte alla caduta stagionale, esistono diverse strategie efficaci per limitarne l’entità e favorire una ricrescita sana.

Adopter une routine capillaire douce

Per limitare la caduta autunnale, è fondamentale adottare una routine delicata, che rispetti il cuoio capelluto. Tutto inizia dalla scelta dello shampoo: meglio preferire formule senza solfati né siliconi, che detergono senza aggredire o alterare l’equilibrio cutaneo. È consigliabile inoltre distanziare i lavaggi per non indebolire ulteriormente la fibra capillare.

Per preservare le lunghezze, l’acqua tiepida è l’ideale.

Buono a sapersi: Un altro passaggio fondamentale è massaggiare il cuoio capelluto due o tre volte a settimana. Questo massaggio, stimolando la circolazione sanguigna locale, favorisce l’apporto di nutrienti e prolunga la fase di crescita dei capelli.

Evita le aggressioni esterne

Alcune abitudini quotidiane possono, senza che ce ne accorgiamo, contribuire alla caduta dei capelli. L’uso eccessivo di strumenti termici come phon, piastre o arricciacapelli indebolisce la fibra capillare e ne accelera la rottura. Per mantenere i capelli sani, meglio limitare queste fonti di calore e lasciarli asciugare all’aria quando possibile.

Allo stesso modo, le acconciature troppo strette che mettono in tensione il cuoio capelluto possono alla lunga indebolire le radici. Meglio optare per accessori morbidi e cambiare spesso pettinatura.

Prenditi cura del cuoio capelluto

Troppo spesso trascurato, il cuoio capelluto merita in realtà la stessa attenzione delle lunghezze. Un cuoio capelluto sano è infatti la base per capelli forti e resistenti. Quando non è in equilibrio (troppo secco, troppo grasso o soggetto a irritazioni) può alterare il ciclo naturale dei capelli e favorirne la caduta.

Per rimediare, è utile effettuare periodicamente una delicata esfoliazione, che elimina cellule morte, sebo in eccesso e impurità che ostruiscono i follicoli.

Buono a sapersi: Fate attenzione alla comparsa di forfora, prurito o sensazioni di tensione: questi segnali spesso riflettono uno squilibrio da correggere rapidamente per evitare che influisca sulla vitalità dei capelli.

Adatta la tua alimentazione

I capelli sono lo specchio del nostro stato nutrizionale. Per evitare cadute eccessive:

  • Fai il pieno di vitamine del gruppo B (B6, B8/biotina, B12): stimolano crescita, pigmentazione e struttura dei capelli.
  • Aggiungi alimenti ricchi di vitamina E, antiossidante che protegge i follicoli.
  • Consuma zinco e ferro: due minerali essenziali per il rinnovamento capillare.
  • Non dimenticare gli omega-3 (pesce azzurro, noci, semi di lino), che idratano il cuoio capelluto e riducono le infiammazioni.

Quando preoccuparsi della caduta dei capelli?

Nella maggior parte dei casi, la caduta autunnale è temporanea e dura dalle 4 alle 6 settimane. Ma se la perdita continua o si intensifica al punto da rendere visibile il cuoio capelluto, è importante consultare uno specialista.

Esistono infatti alcune cause che possono portare a cadute patologiche.

Telogen Effluvium

Si tratta di una perdita improvvisa e diffusa, legata a un evento scatenante. Può manifestarsi alcune settimane dopo:

  • Stress intenso o shock emotivo
  • Malattia o intervento chirurgico
  • Gravidanza e parto
  • Una dieta drastica o carenze nutrizionali (soprattutto di ferro)
  • Assunzione di determinati farmaci
  • Stanchezza severa
  • Acconciature troppo strette o uso eccessivo di prodotti chimici

L’effluvio telogen è reversibile, ma richiede tempo (generalmente da 3 a 6 mesi). Secondo Grover e Khurana (2013), questa condizione può essere classificata in due tipi: acuta (che dura meno di 6 mesi) e cronica (che persiste oltre i 6 mesi).

Alopecia Areata

L’alopecia areata è una malattia autoimmune: il sistema immunitario attacca i propri follicoli piliferi. Si manifesta con chiazze glabre circolari sul cuoio capelluto (o sulla barba negli uomini).

Contrariamente a quanto si crede, non ha origine psicologica né è causata da infezioni. Richiede un trattamento dermatologico, spesso basato su terapie locali o sistemiche per stimolare la ricrescita.

Alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è la forma più comune di perdita cronica dei capelli. È il risultato della combinazione di due fattori principali: predisposizione genetica ereditaria e azione degli ormoni androgeni.

Negli individui geneticamente predisposti, i follicoli piliferi situati sulla sommità del capo sono particolarmente sensibili al diidrotestosterone (DHT), un ormone derivato dal testosterone. Sotto l’azione di questo ormone, il ciclo vitale del capello viene progressivamente alterato: la fase di crescita si accorcia, mentre quella di riposo si allunga.

Più specificamente, Kanti et al. (2018) spiegano che la durata della fase anagen diminuisce progressivamente a ogni ciclo, portando alla miniaturizzazione follicolare.

Conseguenza visibile: i capelli diventano più sottilimeno pigmentati e cadono prematuramente. Questo processo avviene generalmente in modo graduale.

Negli uomini si manifesta tipicamente con un arretramento dell’attaccatura e perdita di capelli al vertice (la parte superiore del cranio). Nelle donne, l’alopecia androgenetica si presenta più spesso come un diradamento diffuso sulla sommità del capo, con conservazione dell’attaccatura frontale.

Cosa fare in caso di alopecia androgenetica?

Anche se l’alopecia androgenetica non può essere curata definitivamente, esistono oggi soluzioni efficaci per rallentarne la progressione e ridare densità ai capelli.

Inizialmente possono essere proposti trattamenti medici, come l’applicazione locale di Minoxidil, che stimola i follicoli piliferi e prolunga la vita dei capelli. Negli uomini, sotto controllo medico, può essere considerata anche l’assunzione di Finasteride, un farmaco che blocca la produzione di DHT, l’ormone responsabile della miniaturizzazione dei capelli.

Parallelamente o in alternativa, gli approcci di medicina rigenerativa permettono di agire direttamente sul cuoio capelluto per favorire la ricrescita. Tra le tecniche più utilizzate c’è il trattamento PRP (Plasma Ricco di Piastrine), che consiste nell’iniettare nel cuoio capelluto un concentrato delle proprie piastrine per stimolare i bulbi.

Una meta-analisi di Gupta e Daigle (2016) ha dimostrato l’efficacia del PRP, evidenziando un aumento significativo del numero di capelli rispetto al placebo, con protocolli tipici di 3-4 sessioni distanziate di 4 settimane.

Anche la mesoterapia con vitamine e minerali, il microneedling e la terapia con luce LED sono metodi riconosciuti per stimolare la crescita e rafforzare i capelli esistenti.

Infine, quando la calvizie è già avanzata, il trapianto di capelli rimane la soluzione più duratura e naturale per ritrovare una chioma folta. Effettuata utilizzando capelli prelevati da zone non colpite da alopecia, questa procedura permette di ridensificare in modo permanente le aree diradate, con risultati visibili e armoniosi.

Oggi questa procedura non è solo accessibile, ma anche altamente specializzata dal punto di vista medico, in particolare in Turchia, diventata la destinazione di riferimento per i trapianti di capelli. Il Dott. Cinik, esperto riconosciuto a livello internazionale, accoglie ogni anno migliaia di pazienti provenienti da tutto il mondo.

Grazie a tecniche all’avanguardia come la FUE (estrazione follicolare singola) o la DHI (impianto diretto), offre risultati naturali, duraturi e perfettamente personalizzati. Dalla prima consulenza fino al follow-up post-operatorio, ogni fase è studiata per garantire sicurezza, comfort e soddisfazione.

Riferimenti bibliografici

Grover, C., & Khurana, A. (2013). Telogen effluvium. Indian Journal of Dermatology, Venereology, and Leprology, 79(5), 591-603. https://doi.org/10.4103/0378-6323.116731

Gupta, A. K., & Daigle, D. (2016). The effectiveness of platelet-rich plasma in the treatment of androgenetic alopecia: A systematic review and meta-analysis. Journal of Dermatological Treatment, 27(3), 285-292. https://doi.org/10.3109/09546634.2015.1094178

Kanti, V., Messenger, A., Dobos, G., Reygagne, P., Finner, A., Blumeyer, A., Trakatelli, M., Tosti, A., del Marmol, V., Piraccini, B. M., Nast, A., & Blume-Peytavi, U. (2018). Evidence-based (S3) guideline for the treatment of androgenetic alopecia in women and in men – short version. Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, 32(1), 11-22. https://doi.org/10.1111/jdv.14624

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