Minoxidil in schiuma o liquido: quale formula scegliere?
Sommario
Sei indeciso tra minoxidil in schiuma e soluzione liquida? È una domanda che si pongono in tanti, e a ragione: anche se il principio attivo è lo stesso in entrambe le formulazioni, l’esperienza d’uso quotidiano è completamente diversa.
La soluzione liquida esiste dal 1984. È la formulazione originale, quella utilizzata in tutti i principali studi clinici che hanno validato l’efficacia del minoxidil contro l’alopecia androgenetica. Ha dimostrato la sua efficacia per decenni.
La schiuma, sviluppata più di recente, è stata introdotta per risolvere un problema ricorrente che i dermatologi conoscono bene: l’irritazione cutanea causata dal glicole propilenico, un eccipiente presente nella versione liquida.
Ma la scelta tra le due non riguarda solo l’irritazione. Conta il tipo di pelle, certo, ma anche la lunghezza dei capelli, il tempo a disposizione, il budget e persino la capacità di impegnarsi in un trattamento a lungo termine.
Perché il minoxidil è un vero impegno. Servono almeno diversi mesi per vedere i primi risultati e spesso diversi anni per mantenerli. Ed è proprio qui che la scelta della formulazione giusta diventa cruciale.
Un trattamento che abbandoni dopo tre settimane perché irrita o appesantisce i capelli non servirà a nulla. Meglio scegliere fin da subito una formulazione con cui ti senti a tuo agio.
Il meccanismo d’azione nei follicoli
La trasformazione del minoxidil
Il minoxidil non agisce direttamente quando lo applichi sul cuoio capelluto. È quello che si chiama un profarmaco, una molecola che deve essere trasformata per diventare efficace.
Questa conversione avviene direttamente nei follicoli piliferi, grazie a un enzima chiamato solfotransferasi. Questo enzima converte il minoxidil in minoxidil solfato, che è la vera forma attiva del trattamento.
Ed è qui che la faccenda diventa davvero interessante: l’attività di questo enzima varia enormemente da persona a persona.
Gli studi dimostrano che il minoxidil solfato è 14 volte più potente del minoxidil nello stimolare la crescita dei capelli.
In pratica, cosa significa? Se il tuo corpo produce molta solfotransferasi nei follicoli, hai buone probabilità di rispondere bene al trattamento. Al contrario, se ne produci poca, i risultati saranno probabilmente deludenti, indipendentemente dalla formulazione scelta.
Esistono test che possono predire la risposta al minoxidil con una sensibilità del 93% e una specificità dell’83%, misurando proprio questa attività enzimatica.
L’effetto sul ciclo pilifero
Una volta attivato, il minoxidil solfato influenza il ciclo pilifero in diversi modi. Riduce drasticamente la fase telogen, la fase di riposo del capello, da 20 giorni a soli 1 o 2 giorni nei modelli animali.
Di conseguenza, i follicoli dormienti si risvegliano molto più velocemente ed entrano nella fase anagen, la fase di crescita attiva. Allo stesso tempo, prolunga questa fase anagen, con il risultato di far crescere capelli più lunghi e più folti.
Il minoxidil agisce anche sul sistema vascolare, aumentando di sei volte la produzione di VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare), migliorando così il flusso sanguigno intorno ai follicoli.
Quanto tempo occorre prima di vedere i risultati? La pazienza è fondamentale. I primi risultati si vedono solo dopo almeno 8 settimane. Questo è il tempo necessario ai follicoli per rispondere al segnale, entrare nella fase anagen e far emergere nuovi capelli dal cuoio capelluto.
L’efficacia massima si raggiunge generalmente tra i 6 e i 12 mesi di trattamento continuativo. Secondo i dati clinici, circa 3 pazienti su 5 riscontrano miglioramenti dopo 6 mesi, il che è un tasso di successo piuttosto incoraggiante.
Il punto chiave da ricordare: la formulazione (schiuma o liquido) non altera questo meccanismo d’azione. Tuttavia, influenza direttamente il modo in cui il minoxidil penetra nella pelle e raggiunge i follicoli. E soprattutto determina la tolleranza al trattamento e, quindi, la capacità di proseguirlo abbastanza a lungo da vederne i benefici.
La soluzione liquida: efficace ma non sempre confortevole
Composizione
La soluzione liquida di minoxidil rimane il gold standard scientifico. La maggior parte dei principali studi clinici che hanno validato l’efficacia del trattamento per l’alopecia androgenetica dal 1984 sono stati condotti con questa formulazione.
Questa soluzione contiene tre componenti principali:
- Minoxidil (il principio attivo)
- Etanolo (alcol)
- Glicole propilenico
Gli ultimi due non sono presenti per caso: agiscono come veicoli per sciogliere il minoxidil e facilitarne il passaggio attraverso la barriera cutanea. Il glicole propilenico, in particolare, aiuta il minoxidil a penetrare nei follicoli piliferi.
Circa l’1,4% del minoxidil applicato localmente penetra effettivamente nella pelle normale. Può sembrare poco, ma è più che sufficiente per ottenere risultati limitando l’assorbimento sistemico.
Efficacia comprovata
I dati a supporto dell’efficacia della soluzione liquida sono solidi. In un follow-up di 5 anni, gli studi dimostrano che il minoxidil al 2% produce un picco nella crescita dei capelli già nel primo anno negli uomini, con efficacia mantenuta negli anni successivi. La versione al 5% si dimostra ancora più efficace.
Il vantaggio principale della soluzione liquida rimane il prezzo, generalmente più conveniente rispetto alla schiuma. La sua texture fluida consente inoltre un’applicazione molto precisa su aree mirate, il che è particolarmente indicato per chi ha capelli corti o una caduta localizzata.
Svantaggi quotidiani
Ecco il problema: questa stessa texture fluida può causare seri fastidi nell’uso quotidiano. Molti utenti lamentano la sensazione untuosa o appiccicosa che persiste dopo l’applicazione.
Asciugandosi, la soluzione può lasciare residui cristallini sul cuoio capelluto: questo non ne compromette l’efficacia, ma è francamente spiacevole. Per non parlare del fatto che il liquido tende a colare facilmente, soprattutto se si hanno i capelli lunghi o se lo si applica sulle tempie.
L’irritazione è il vero problema con la soluzione liquida:
- Circa il 7% degli utenti della soluzione al 2% segnala prurito, secchezza, arrossamento o desquamazione.
- Questa percentuale aumenta con la versione al 5%, che contiene più glicole propilenico.
- Gli studi dimostrano che l’11% dei pazienti sviluppa dermatite allergica da contatto con formulazioni a base di alcol.
Uno studio clinico particolarmente significativo ha misurato l’idratazione del cuoio capelluto dopo 30 giorni di utilizzo. Il risultato: le formulazioni a base di alcol hanno ridotto significativamente l’idratazione cutanea, con una diminuzione media del 3,28%.
L’alcol e il glicole propilenico hanno un marcato effetto disidratante, il che spiega perché alcuni pazienti interrompono il trattamento nonostante la sua efficacia.
Per chi è adatta la soluzione liquida?
La soluzione liquida è particolarmente indicata per i pazienti senza specifiche sensibilità cutanee che cercano un trattamento economico e necessitano di un’applicazione molto precisa.
Se hai i capelli corti, un’area di applicazione limitata e la tua pelle tollera bene i prodotti a base di alcol, la soluzione liquida è una scelta sensata.
Schiuma: comfort ed efficacia combinati
Una formulazione riprogettata
La schiuma di minoxidil è stata sviluppata specificamente per risolvere il problema dell’irritazione causata dal glicole propilenico. La sua formulazione termoindurente e idroetanolica contiene alcoli cetilici e stearilici al posto del glicole propilenico.
Il risultato: una tolleranza cutanea significativamente migliorata, mantenendo l’efficacia del principio attivo.
Vantaggi tecnici
Il formato in schiuma offre un vantaggio tecnico significativo. A differenza di una soluzione che rimane liquida, la schiuma concentra il principio attivo all’interfaccia tra il veicolo e la pelle. Questo facilita la penetrazione del minoxidil nei follicoli.
Gli studi di laboratorio lo hanno dimostrato chiaramente: in un modello animale (orecchio di criceto), la schiuma al 5% ha generato un assorbimento di minoxidil 5 volte maggiore rispetto alla soluzione al 5% dopo 2 ore di applicazione.
Un altro aspetto tecnico rilevante è l’assorbimento sistemico. Con la schiuma al 5% (1 g applicato due volte al giorno), l’assorbimento nel flusso sanguigno è circa la metà di quello osservato con la soluzione al 5% (1 cc due volte al giorno). Questo riduce il rischio di effetti collaterali sistemici, sebbene questi rimangano comunque rari con le formulazioni topiche.
Efficacia comprovata
Ma questa schiuma funziona bene quanto la soluzione originale? Gli studi clinici di fase III forniscono una risposta chiara.
In uno studio su 113 donne affette da alopecia androgenetica, i ricercatori hanno confrontato la schiuma al 5% applicata una volta al giorno con la soluzione al 2% applicata due volte al giorno.
A 24 settimane, l’aumento del numero di capelli è risultato praticamente identico:
- Schiuma al 5%: 23,9 capelli/cm²
- Soluzione al 2%: 24,2 capelli/cm²
La schiuma si è dimostrata non inferiore alla soluzione, con un ulteriore importante vantaggio: effetti collaterali significativamente inferiori.
Negli uomini, uno studio di 16 settimane su 352 partecipanti ha dimostrato che la schiuma al 5% ha aumentato il numero di capelli del 13,4% nell’area target, rispetto a solo il 3,4% con il placebo.
Tollerabilità superiore
Per quanto riguarda la tollerabilità, i dati parlano chiaro. Dopo 52 settimane di trattamento con la schiuma, solo il 5% dei pazienti ha riportato sintomi di irritazione del cuoio capelluto. Questa percentuale è significativamente inferiore al 7-11% osservato con le soluzioni a base di alcol.
L’impatto sull’idratazione cutanea è altrettanto significativo: le formulazioni senza glicole propilenico migliorano notevolmente l’idratazione del cuoio capelluto (un aumento medio del 9,74% dopo 30 giorni), mentre le soluzioni a base di alcol la riducono.
L’esperienza quotidiana
La differenza si nota immediatamente nell’uso quotidiano. La schiuma ha una texture leggera che si stende facilmente, anche sui capelli lunghi. Si asciuga rapidamente senza lasciare residui untuosi o appiccicosi. I capelli rimangono gestibili dopo l’applicazione.
Per molti pazienti, soprattutto per coloro che hanno abbandonato la soluzione liquida a causa del fastidio, questo rappresenta una vera svolta.
Gli studi dimostrano inoltre che una singola applicazione giornaliera della schiuma al 5% è sufficiente per ottenere risultati paragonabili a due applicazioni giornaliere della soluzione al 2%. Questo semplifica notevolmente il trattamento e migliora l’aderenza a lungo termine.
Uno studio particolarmente interessante ha seguito pazienti che non rispondevano alla soluzione convenzionale di minoxidil al 5% e che sono passati a una schiuma senza glicole propilenico. Risultato: il 70% ha mostrato un miglioramento osservabile all’esame clinico e al microscopio, e un ulteriore 22% ha mostrato un miglioramento visibile solo al microscopio.
Questo suggerisce che alcuni “non-responder” al minoxidil sono in realtà solo pazienti che non tollerano la formulazione liquida.
Per chi è adatta la schiuma?
La schiuma è particolarmente indicata per i pazienti con cuoio capelluto sensibile o con una storia di irritazioni cutanee. Per coloro che hanno già provato la soluzione liquida senza tollerarla bene. Per le persone con capelli lunghi per le quali l’applicazione liquida è complicata. E per chiunque dia priorità al comfort quotidiano, anche se questo comporta un costo leggermente più elevato.
Scegliere in base alla propria situazione personale
Il tipo di pelle
Il tipo di pelle gioca un ruolo determinante nella scelta della formulazione. Se hai un cuoio capelluto reattivo, soggetto a rossori, prurito o secchezza, la schiuma è praticamente la scelta obbligata. Gli studi sulla tollerenza non lasciano spazio a dubbi: il glicole propilenico e l’alcol presenti nella soluzione liquida aggravano questi problemi.
Al contrario, se la tua pelle non presenta particolari sensibilità, la soluzione liquida potrebbe essere perfettamente adatta e farti risparmiare sui costi del trattamento.
Anche il tipo di capelli influenza significativamente l’applicazione. Con capelli corti o molto fini, la soluzione liquida consente un’applicazione mirata e precisa. Vedi esattamente dove va il prodotto, controlli la quantità e penetra facilmente nel cuoio capelluto.
D’altra parte, con capelli lunghi, folti o ricci, la schiuma è molto più pratica. Si distribuisce meglio, passa più facilmente tra i capelli e non cola su viso o collo.
Se hai capelli afro o crespi, la schiuma offre un ulteriore vantaggio. Questi tipi di capelli tendono ad essere naturalmente più secchi e l’effetto disidratante dell’alcol e del glicole propilenico può indebolirli ulteriormente. La schiuma rispetta meglio la loro struttura e la loro naturale idratazione.
Praticità
La praticità è un fattore importante nella scelta. Le soluzioni liquide generalmente richiedono due applicazioni al giorno per un’efficacia ottimale. La schiuma al 5%, invece, può essere utilizzata una volta al giorno con risultati comparabili, secondo gli studi.
Se hai un’agenda fitta di impegni, viaggi spesso o sai che farai fatica a ricordarti di applicare il trattamento due volte al giorno, l’opzione una volta al giorno semplifica notevolmente le cose. E nel corso di diversi mesi, questa semplicità può fare la differenza nella tua costanza.
Budget
Il budget è una questione che merita considerazione. Le soluzioni liquide sono generalmente meno costose della schiuma, il che può rappresentare una differenza significativa nell’arco di un anno di trattamento.
Ma attenzione: questo costo apparentemente inferiore va messo in prospettiva. Se la soluzione liquida ti irrita al punto da dover interrompere il trattamento dopo poche settimane, non avrai risparmiato nulla. Anzi, avrai sprecato tempo e denaro senza risultati.
Una schiuma più costosa che usi regolarmente per mesi darà risultati migliori di una soluzione economica abbandonata a metà.
Quando il minoxidil topico non è sufficiente
Limitazioni biologiche
Parliamo chiaramente delle limitazioni del minoxidil topico, indipendentemente dalla sua formulazione. La ricerca sulla solfotransferasi follicolare ha rivelato qualcosa di importante: circa un terzo dei pazienti non risponde in modo ottimale al minoxidil, e questo è legato alla bassa attività di questo enzima nei loro follicoli.
Per questi individui, aumentare la frequenza di applicazione o cambiare formulazione (passando dalla soluzione alla schiuma o viceversa) non risolverà il problema di fondo. È la loro biologia che limita la conversione del minoxidil nella sua forma attiva.
L’alternativa orale
Da studi recenti emerge una prospettiva interessante: i pazienti con bassa attività solfotransferasi rispondono paradossalmente meglio al minoxidil orale rispetto al minoxidil topico.
La spiegazione sta nel metabolismo: quando assunto per via orale, il minoxidil viene convertito in minoxidil solfato dal fegato, che ha un’attività solfotransferasi molto più elevata rispetto ai follicoli piliferi. Questo aggira il problema dell’insufficiente conversione locale.
Uno studio clinico lo ha dimostrato: dopo 6 mesi di trattamento, i pazienti che hanno ricevuto 1 mg di minoxidil orale al giorno hanno mostrato risultati significativamente migliori rispetto a quelli che utilizzavano le formulazioni topiche al 5% o al 2%.
Il tasso di risposta nei pazienti con bassa attività enzimatica follicolare ha raggiunto l’85% con minoxidil orale, rispetto a solo il 43% con la versione topica.
Interazioni farmacologiche: alcuni farmaci interferiscono con l’efficacia del minoxidil, ed è bene esserne consapevoli. L’aspirina e i salicilati, ad esempio, inibiscono la solfotransferasi. Uno studio ha dimostrato che dopo 14 giorni di assunzione di aspirina a basso dosaggio, solo il 27% dei soggetti avrebbe risposto al minoxidil, rispetto al 50% prima dell’assunzione di aspirina.
Se assumi regolarmente aspirina per motivi cardiovascolari, questo potrebbe spiegare una risposta deludente al trattamento. È un aspetto da discutere con il tuo medico.
Migliorare la risposta al minoxidil
Al contrario, la tretinoina topica (un derivato della vitamina A) può migliorare la risposta al minoxidil. I ricercatori hanno scoperto che aumenta l’espressione della solfotransferasi follicolare.
Nel loro studio, il 43% dei pazienti inizialmente previsti come non-responder è diventato responder dopo soli 5 giorni di applicazione di tretinoina. Questa è una strategia che si sta iniziando a esplorare per ottimizzare i risultati del minoxidil nei pazienti che rispondono male.
Cosa succede se il minoxidil non è sufficiente?
Limitazioni del trattamento medico
Il minoxidil, sia in schiuma che in soluzione, rimane un eccellente trattamento medico per rallentare la caduta dei capelli e stimolare la ricrescita. Ma diciamolo chiaramente: ha i suoi limiti.
Non può far ricrescere i capelli dove i follicoli sono morti da tempo. Non può ricostruire un’attaccatura completamente calva. E richiede un’applicazione continua, perché l’interruzione del trattamento porta a una ripresa della caduta dei capelli entro 3-4 mesi.
Per l’alopecia androgenetica avanzata (stadio III e superiore sulla scala di Hamilton-Norwood negli uomini, o Ludwig di tipo II-III nelle donne), il trapianto di capelli diventa spesso l’opzione più pertinente. Offre una soluzione permanente per le aree calve, con percentuali di successo superiori al 90% se eseguito in condizioni ottimali.
Tecniche moderne
Le tecniche moderne si sono evolute notevolmente. La FUE (Follicular Unit Extraction) consente l’estrazione dei follicoli uno a uno dall’area donatrice, senza cicatrici lineari. La variante Sapphire FUE utilizza lame in cristallo di zaffiro per creare le incisioni che riceveranno gli innesti, offrendo una precisione e una densità ancora maggiori.
La DHI (Direct Hair Implantation) va oltre, impiantando direttamente i follicoli con una penna implanter Choi, senza la necessità di incisioni precedenti.
Cosa distingue davvero un trapianto riuscito da uno deludente? L’esperienza del chirurgo e il volume di procedure eseguite. Un chirurgo che esegue centinaia di procedure all’anno sviluppa una padronanza tecnica e una comprensione delle sottigliezze estetiche che non si possono acquisire altrimenti.
Creare un’attaccatura naturale, ad esempio, richiede un occhio artistico tanto quanto abilità chirurgica. Posizionare gli innesti con l’angolazione, la direzione e la densità corrette fa la differenza tra un risultato evidente e uno impercettibile.
L’approccio del Dott. Cinik
Il Dott. Emrah Cinik unisce oltre 20 anni di esperienza nella chirurgia del trapianto di capelli a protocolli scientifici validati a livello internazionale. Il suo approccio si basa su una valutazione personalizzata che tiene conto del tipo di alopecia, della qualità dell’area donatrice, delle aspettative e della storia clinica.
Perché un trapianto non è una soluzione uguale per tutti: deve essere personalizzato per ciascun individuo.
I pacchetti offerti includono la tecnica chirurgica (FUE Classica, Zaffiro o DHI, a seconda delle esigenze), nonché un supporto perioperatorio completo: sistemazione in un hotel confortevole, trasferimenti VIP tra aeroporto, hotel e clinica, assistenza postoperatoria completa, incluso PRP per ottimizzare la sopravvivenza dell’innesto, farmaci necessari e follow-up a lungo termine. Questo approccio all-inclusive per un trapianto di capelli in Turchia evita spiacevoli sorprese e garantisce un’assistenza completa e di alta qualità.
Per casi più specifici, sono disponibili altre opzioni. Il trapianto di capelli senza rasatura è adatto a situazioni professionali in cui non è possibile permettersi una trasformazione visibile per diverse settimane. Il trapianto di barba e sopracciglia, o l’uso di peli corporei (BHT) quando l’area donatrice convenzionale è insufficiente, dimostrano l’ampiezza delle moderne possibilità tecniche.
Trattamenti complementari
Anche i trattamenti complementari svolgono un ruolo importante. Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine), sistematicamente incluso nei pacchetti, migliora la vascolarizzazione del cuoio capelluto e stimola la sopravvivenza dell’innesto.
La mesoterapia Regenera Activa utilizza cellule staminali autologhe per rigenerare i follicoli indeboliti. La terapia laser a bassa intensità sincronizza l’ingresso dei follicoli nella fase anagen. Questi approcci sono spesso combinati con il trapianto per massimizzare i risultati.
E il minoxidil? Continua a svolgere un ruolo fondamentale, anche dopo il trapianto. Molti chirurghi lo raccomandano per proteggere i capelli nativi rimanenti, ovvero quelli che non sono stati trapiantati ma che rischiano di cadere nel tempo.
Il trapianto ripristina la densità nelle aree diradate, mentre il minoxidil preserva quelli rimanenti. È un approccio complementare che fornisce i migliori risultati a lungo termine.
La consulenza personalizzata
Una consulenza personalizzata permette di valutare con precisione la tua situazione. Il tuo modello di alopecia, la qualità della tua area donatrice, la tua età, la tua storia clinica, la tua risposta ai trattamenti medici se li hai già provati: tutti questi elementi sono importanti per determinare il piano di trattamento ottimale.
A volte, una combinazione di trapianto di capelli e minoxidil si rivela più efficace del solo trapianto. Altre volte, un trattamento medico ottimizzato è sufficiente per ottenere i risultati desiderati.
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