Spermidina e capelli: funziona davvero?

La spermidina è ovunque. Nutrafol la mette in cima alla sua lista di ingredienti star. Bryan Johnson, il celebre biohacker, la ingerisce ogni mattina nel suo protocollo anti-età. E su TikTok i video sul germe di grano si moltiplicano.

Ma fa davvero crescere i capelli, o si tratta dell’ennesima moda wellness?

Il verdetto in una riga: sì, un effetto c’è, ma resta modesto, e oggi è documentato da un solo studio clinico decente su 100 persone. La spermidina allunga la fase di crescita del capello (la cosiddetta fase anagen). Non blocca il DHT. Non ripopola una testa già diradata. E non sostituirà mai un trapianto di capelli in Turchia quando la calvizie è ormai conclamata.

Parliamo di un integratore alimentare per i capelli utile in alcune situazioni precise. Un sostegno, non una cura. Vediamo perché, con i numeri dei due studi che contano davvero, le buone fonti alimentari e i casi in cui vale la pena provarla (o meno).

La spermidina, cos’è esattamente?

Una piccola molecola che il corpo produce già

La spermidina appartiene alla famiglia delle poliammine: piccole molecole organiche che le tue cellule producono in continuazione, partendo da un amminoacido (l’arginina). Niente di esotico, quindi.

Venne isolata per la prima volta nello sperma nel XVII secolo, da qui il nome, ma in realtà è ovunque: nel corpo umano, nelle piante, e soprattutto in alcuni alimenti fermentati.

L’autofagia, ovvero la grande pulizia della cellula

Il suo ruolo principale nell’organismo è innescare l’autofagia.

Immagina una cellula impegnata nelle pulizie di primavera: cataloga ciò che funziona ancora, scarta ciò che è rotto, ricicla le proteine danneggiate. L’autofagia è proprio questo. E la spermidina è l’interruttore che la accende.

A livello tecnico, attiva una proteina cellulare che a sua volta avvia l’intero programma di riciclaggio interno. Tradotto: è un segnale che dice alla cellula “fai pulizia in casa, prima che ti crolli addosso“.

Perché il follicolo pilifero ne ha bisogno

Il follicolo pilifero è tra le strutture che si dividono più rapidamente in tutto il corpo umano. Lavora senza sosta, sforna cheratina (la proteina che costituisce il capello) ventiquattr’ore su ventiquattro. Il suo riciclaggio cellulare deve girare come un orologio svizzero.

Quando questa pulizia interna si inceppa, il ciclo del capello si accorcia. La fase di crescita diventa troppo breve. Il capello cade prima ancora di arrivare alla sua lunghezza matura.

È qui che la spermidina entra in gioco. Non con un blocco ormonale, ma con una spinta metabolica.

Resta da capire cosa succede davvero, nella pratica, sull’essere umano.

Gli studi sull’uomo: spermidina e capelli

Lo studio di riferimento su 100 partecipanti

Lo studio clinico di riferimento è del 2017. I ricercatori hanno reclutato 100 persone (uomini e donne, età media 36 anni) e le hanno seguite per 90 giorni di integrazione.

Si trattava di uno studio randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco: né i partecipanti né i medici sapevano chi assumesse cosa. I ricercatori hanno strappato 100 capelli prima e dopo il trattamento, e misurato la quota in fase di crescita attiva.

I risultati:

  • Gruppo spermidina: +52% di follicoli in fase di crescita attiva (da 24,6 a 37,4 in media)
  • Gruppo placebo: -20% di follicoli in fase di crescita attiva
  • Marcatore di divisione cellulare (Ki-67): +12,7 punti, un risultato molto significativo
  • Pull test al termine dello studio: 0 positivi nel gruppo spermidina contro il 68% nel gruppo placebo

Il pull test funziona così: il dermatologo tira delicatamente una ciocca di capelli, e se più del 10% si stacca, il test viene considerato positivo e segnala una caduta attiva. Zero positivi su 50 persone in trattamento con spermidina, sono numeri solidi.

Cosa accade a livello del follicolo

Per capire perché funziona, bisogna scendere al microscopio, su follicoli coltivati in laboratorio.

Uno studio in vitro ha coltivato follicoli umani in capsula di Petri, aggiungendo spermidina a una concentrazione molto bassa (0,5 micromoli). I risultati a 6 giorni:

  • +20% di allungamento del capello rispetto ai follicoli di controllo
  • Tra il 47 e il 52% dei follicoli con spermidina sono passati in fase di transizione, contro il 67% del gruppo di controllo

In sostanza, la spermidina ritarda il passaggio in fase di riposo. I capelli restano più a lungo in modalità “sto crescendo”.

Un richiamo utile su questa fase anagen (quella in cui il capello si allunga attivamente): di norma dura tra i 2 e i 6 anni. Più si protrae, più il capello diventa lungo e folto. Quando si accorcia, si scivola in un telogen effluvium o si avverte quella sensazione di capelli che si assottigliano.

Un solo studio clinico serio: il limite da non dimenticare

Un aumento del 52% sembra enorme, ma conviene mantenere la calma.

Lo studio del 2017 resta a oggi l’unico studio clinico randomizzato e controllato pubblicato sulla spermidina orale e i capelli. Uno e basta. Nessuna replica indipendente fino a ora, e la composizione esatta dell’integratore testato non è mai stata resa pubblica.

Promettente, sì. Confermato su larga scala, non ancora.

Dove trovare la spermidina (e in che dosi)

Gli alimenti che ne contengono di più

Prima di correre in farmacia, fai un giro in cucina. La dieta occidentale media fornisce circa 10 mg di spermidina al giorno. Alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi:

  • Il germe di grano: da 24 a 35 mg per 100 g (campione assoluto)
  • I formaggi stagionati (cheddar invecchiato, brie): fino a 20 mg per 100 g
  • La soia e i suoi derivati: circa 18 mg per 100 g
  • I funghi (shiitake, pleurotus): fino a 16 mg per 100 g
  • Semi e frutta secca: da 5 a 6 mg per 100 g

Un cucchiaio di germe di grano sullo yogurt apporta già 3 o 4 mg. Sufficiente a mantenere un buon apporto quotidiano, anche se non basterà a invertire una caduta già in corso. Da abbinare, se possibile, a un buon apporto di biotinavitamina B9 e vitamina D tramite un’alimentazione adatta ai capelli. E da tenere d’occhio se segui una dieta vegana stretta, dove le fonti possono variare parecchio.

Gli integratori: dose e durata

Gli studi clinici condotti sulla longevità hanno usato dosi che vanno da 0,9 a 15 mg al giorno. Lo studio capelli del 2017 non ha mai comunicato la dose esatta utilizzata.

Nella pratica, la maggior parte dei prodotti in commercio propone da 1 a 6 mg al giorno di estratto concentrato di germe di grano.

La durata minima per sperare in un effetto visibile è di 3 mesi. Sotto quella soglia, è impossibile valutare.

C’è un dettaglio importante sull’assorbimento. Uno studio del 2023 ha mostrato che anche con 15 mg al giorno di spermidina orale, il livello nel sangue non aumenta in modo significativo nel breve periodo. Tradotto: l’effetto non è semplicemente proporzionale alla dose. Prenderne di più non significa ottenere di più.

Un beneficio per la salute che va oltre i capelli

Una piccola digressione che vale la pena. In uno studio che ha seguito 829 persone per 15 anni, chi consumava più spermidina mostrava un tasso di mortalità più basso. Altri lavori confermano il legame con la longevità cellulare. Non parliamo di un prodotto gadget, dunque: è una molecola seriamente studiata per i suoi effetti sull’invecchiamento in generale.

Resta da capire cosa può fare, in concreto, per i tuoi capelli.

Spermidina e calvizie: cosa può fare (e cosa non farà)

Cosa fa

La spermidina agisce sulla durata della fase di crescita. Allunga il tempo in cui il capello cresce attivamente. Su un ciclo di crescita indebolito, la differenza può diventare visibile dopo qualche mese.

In quali casi vale la pena considerare un integratore a base di spermidina?

  • Caduta diffusa stagionale (perdita più marcata in autunno o primavera)
  • Dopo un telogen effluvium post-stress, post-dieta o post-gravidanza
  • Su capelli che si assottigliano senza zone nettamente diradate
  • Come supporto dopo un trapianto, per migliorare la qualità della ricrescita
  • Nelle persone che seguono diete restrittive o digiunano spesso, e rischiano carenze

Cosa non farà

Promettente sì, miracolosa no.

La spermidina non blocca il DHT. Per questo serve la finasteride, l’unica molecola che agisce sulla causa ormonale della calvizie ereditaria. Se la tua caduta dipende dall’azione del DHT sui follicoli, la spermidina da sola non basterà.

Non stimola nemmeno la microcircolazione come fa il minoxidil. E un follicolo morto non lo resuscita.

Le situazioni in cui sarà nettamente insufficiente:

  • Calvizie conclamata (stadio Norwood 3 e oltre, ovvero quando golfi o chierica sono ormai ben visibili)
  • Golfi profondamente scavati, chierica estesa
  • Alopecia cicatriziale (caduta legata alla distruzione del follicolo con cicatrizzazione, di solito di origine autoimmune)
  • Alopecia areata estesa (perdita di capelli a chiazze su base autoimmune)

Un integratore alimentare in grado di fermare da solo una calvizie genetica non esiste. Né la spermidina, né l’MSM, né alcun altro prodotto per la ricrescita oggi disponibile mantiene questa promessa.

Quali soluzioni quando la caduta è già in corso?

La spermidina sostiene. Non ripara. Quando la caduta è marcata, servono strumenti che agiscano direttamente sul follicolo, oppure che sostituiscano quelli ormai persi.

Sul fronte dei trattamenti per la caduta dei capelli esistono due grandi famiglie.

I trattamenti medici di riferimento

  • Il minoxidil, che allunga la fase di crescita con un meccanismo diverso da quello della spermidina, e ha 40 anni di esperienza clinica alle spalle
  • La finasteride, che blocca il DHT alla radice del problema ormonale
  • La mesoterapia capillare, che inietta vitamine e fattori di crescita direttamente nel cuoio capelluto
  • Il PRF capillare, fattori di crescita a rilascio prolungato, inclusi nei pacchetti trapianto del Dr Cinik
  • Gli esosomi capillari, che apportano un’alta concentrazione di fattori di crescita, con risultati valutabili intorno ai 3-6 mesi
  • Il PRP capillare, incluso in tutti i pacchetti trapianto

Il trapianto, quando il follicolo non c’è più

Quando il follicolo è morto, nessun integratore lo riporta in vita. Il trapianto resta l’unica tecnica che ripopola in modo duraturo una zona diradata. Dal Dr Cinik si privilegiano due tecniche:

  • La FUE Zaffiro: estrazione follicolo per follicolo, incisioni sottili eseguite con lama in zaffiro, cicatrizzazione rapida
  • La DHI: impianto diretto con penna Choi, per la massima densità e la precisione sull’attaccatura frontale

risultati prima/dopo parlano da soli. Un integratore a base di spermidina può accompagnare la ricrescita dopo l’intervento e sostenere la qualità del nuovo ciclo. Non la sostituirà.

Oltre 20 anni di esperienza, più di 50.000 pazienti operati, protocolli conformi agli standard ISHRS (la società scientifica internazionale di riferimento per il trapianto di capelli). La prima consulenza è gratuita e personalizzata. Se ti stai chiedendo se per il tuo caso la strada giusta sia un integratore, una cura medica o un trapianto, non esitare a chiedere un primo parere.

Riferimenti scientifici

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