Caduta dei capelli e vitamina D: qual è il legame?

Che si tratti di un diradamento lieve e temporaneo o di una perdita più grave e cronica, la caduta dei capelli può avere un impatto davvero significativo sull’autostima e sulla qualità della vita. Sebbene le cause siano spesso molteplici, tra queste potrebbero esserci anche delle carenze nutrizionali, in particolare quella di vitamina D. Essenziale per numerose funzioni biologiche, questa vitamina svolge infatti un ruolo importante per la salute dei nostri capelli. Ma allora, dovresti controllare l’assunzione di vitamina D per prevenire il diradamento? Quali sono i segnali di una carenza? E soprattutto, come possiamo risolvere questo problema? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul legame tra caduta dei capelli e vitamina D.

Che cos’è la vitamina D?

La vitamina D è una vitamina liposolubile che il nostro corpo produce naturalmente quando la pelle viene esposta ai raggi ultravioletti del sole. Svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del calcio e del fosforo nel nostro organismo, rendendola un elemento essenziale per la salute delle ossa e dei denti.

Oltre a queste funzioni ben note, la vitamina D contribuisce anche all’equilibrio generale dell’organismo, in particolare per quanto riguarda la salute dei capelli. Partecipa attivamente al mantenimento di un cuoio capelluto sano e favorisce la crescita dei capelli influenzando il metabolismo delle proteine e dei minerali necessari al loro sviluppo.

I recettori della vitamina D (VDR) sono presenti nei follicoli piliferi e svolgono un ruolo cruciale nel ciclo del capello e nella salute dei follicoli (Zubair et al., 2021). La vitamina D è coinvolta nella produzione di citochine, molecole prodotte dalle cellule immunitarie, che influenzano direttamente la regolazione della crescita dei capelli. Livelli adeguati di vitamina D possono quindi prevenire alcuni tipi di caduta dei capelli e rafforzare quelli esistenti.

Buono a sapersi: La crescita dei capelli è influenzata da molteplici fattori, tra cui dieta, genetica, stile di vita e salute generale. Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali costituisce quindi una base fondamentale per il mantenimento di capelli sani.

Quali sono le fonti di vitamina D?

Per beneficiare degli effetti positivi della vitamina D, il nostro organismo può fare affidamento su due fonti principali: il sole e l’alimentazione.

L’esposizione al sole rappresenta la fonte naturale per eccellenza. Esponendoci al sole per 15-20 minuti nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, la nostra pelle riesce a sintetizzare una quantità di vitamina D sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. Tale esposizione deve però essere ragionevole e tenere conto del tipo di pelle e dei rischi legati ai raggi UV.

Quando la luce solare non è sufficiente – soprattutto in inverno o nelle zone poco soleggiate – diventa fondamentale ricorrere all’alimentazione. Ecco le principali fonti alimentari di vitamina D:

  • Pesce grasso: aringhe, sardine, salmone, sgombro
  • Funghi: finferli, porcini, spugnole
  • Latticini fortificati: yogurt, latte, formaggio
  • Il tuorlo d’uovo
  • Cioccolato fondente
  • Cereali fortificati per la colazione
  • Burro e margarine
  • Frattaglie, in particolare il fegato
  • Carne, in misura minore

Per garantire un buon apporto, si consiglia di consumare almeno due porzioni di pesce alla settimana, di cui una di pesce azzurro. E come sempre, una dieta equilibrata rimane la chiave per un corpo sano (e di conseguenza, per capelli sani).

La carenza di vitamina D causa davvero la caduta dei capelli?

Una carenza di vitamina D può effettivamente avere ripercussioni negative sulla salute dei capelli. Questa carenza può indebolire il cuoio capelluto e i follicoli piliferi, creando praticamente un terreno fertile per la caduta dei capelli. Una revisione sistematica ha dimostrato una correlazione tra bassi livelli sierici di vitamina D e alopecia androgenetica, suggerendo che la vitamina D potrebbe essere un parametro per diagnosticare l’insorgenza e la gravità di questa condizione (Zubair et al., 2021).

L’impatto si fa sentire anche sulla qualità del capello stesso, che diventa più fine e fragile. Questo si spiega con il ruolo nutriente che la vitamina D svolge nei follicoli piliferi, aiutando a mantenere il loro ciclo di crescita ottimale. Quando i livelli di vitamina D sono insufficienti, la crescita dei capelli può rallentare e la loro struttura può indebolirsi.

Buono a sapersi: Un semplice esame del sangue, prescritto dal medico, può misurare con precisione i livelli di vitamina D nell’organismo. Questa diagnosi è essenziale per stabilire se la causa dei tuoi problemi ai capelli è una carenza e per adattare di conseguenza il trattamento.

Quale vitamina può fermare la caduta dei capelli?

La vitamina D non è l’unica vitamina che influisce sulla salute dei capelli. Anche altre vitamine svolgono infatti un ruolo fondamentale nella prevenzione della caduta dei capelli.

La vitamina B, in particolare la biotina (B8), è nota per i suoi effetti benefici sulla struttura dei capelli. Partecipa alla produzione della cheratina, una proteina fondamentale che costituisce la fibra capillare. La vitamina E, un potente antiossidante, protegge i follicoli piliferi dai danni ossidativi, mentre la vitamina A regola la produzione di sebo, essenziale per l’idratazione del cuoio capelluto.

Tra i minerali, sono particolarmente importanti zincoferro e selenio. La carenza di ferro, comune nelle donne, può causare anemia e conseguente perdita diffusa dei capelli. Uno studio recente ha rilevato che il 70,3% delle donne affette da alopecia presentava carenza di ferro, con livelli di ferritina sierica significativamente ridotti associati a una perdita di capelli diffusa e a distribuzione irregolare (Lin et al., 2023).

Buono a sapersi: Si consiglia sempre di consultare un professionista sanitario per identificare con precisione le proprie carenze e adattare l’integrazione alle proprie esigenze specifiche.

E se la caduta dei capelli non fosse causata da una carenza di vitamina D?

La caduta dei capelli può essere multifattoriale e non è limitata a carenze di vitamine o minerali. Per adottare una strategia efficace per affrontare questo problema è essenziale comprenderne le diverse possibili cause.

Principali cause della caduta dei capelli

  • fattori ormonali sono tra le cause più comuni della caduta dei capelli. I cambiamenti ormonali legati alla gravidanza, al parto, alla menopausa o ad alcune patologie endocrine possono interrompere il ciclo pilifero e causare la caduta temporanea o permanente dei capelli.
  • Anche lo stress è un fattore determinante. Che sia di natura fisica (intervento chirurgico, malattia grave) o psicologica (ansia cronica, trauma emotivo), può scatenare una caduta reattiva dei capelli chiamata effluvio telogen. L’effluvio telogen è caratterizzato da una perdita di capelli diffusa, non cicatriziale, spesso acuta, provocata da stress metabolico o fisiologico ed è solitamente una condizione autolimitante che si risolve entro 6 mesi dalla rimozione del fattore scatenante (Hughes et al., 2024). Questa forma di perdita di capelli è solitamente reversibile una volta superato il periodo di stress.

  • Malattie autoimmuni come l’alopecia areata, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i follicoli piliferi, causando la caduta dei capelli a chiazze ben definite. Anche altre patologie, come il lupus o le malattie della tiroide, possono causare problemi ai capelli.
  • trattamenti farmacologici, tra cui la chemioterapia, alcuni anticoagulanti, antidepressivi o farmaci per l’ipertensione, possono avere come effetto collaterale una perdita di capelli più o meno significativa.
  • Anche l’età gioca un ruolo inevitabile: con il passare degli anni, i follicoli piliferi diventano gradualmente meno attivi, con conseguente diradamento generale dei capelli.

Alopecia androgenetica: la causa più comune

Questa è la forma di calvizie più comune, sia negli uomini che nelle donne. Questa caduta dei capelli è legata a un’ipersensibilità dei follicoli piliferi al diidrotestosterone (DHT), un ormone derivato dal testosterone. Gli individui affetti da alopecia androgenetica presentano un’elevata produzione di DHT, livelli aumentati di 5 alfa-reduttasi e una maggiore abbondanza di recettori degli androgeni nelle aree calve del cuoio capelluto, che contribuiscono alla progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi (Ho et al., 2024).

Si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli sulle tempie e sulla parte superiore del cranio. È ereditaria e progressiva e può manifestarsi già nell’adolescenza. Sebbene la vitamina D possa rallentare leggermente questo processo supportando la vitalità del cuoio capelluto, di solito non è sufficiente da sola. Spesso sono necessari trattamenti medici o chirurgici per rallentare o correggere la progressione.

Di fronte all’alopecia avanzata, il trapianto di capelli rappresenta oggi la soluzione più efficace e duratura. Questa tecnica chirurgica prevede il prelievo di follicoli piliferi da una zona donatrice (solitamente la parte posteriore della testa, dove i capelli sono geneticamente resistenti al DHT) e il loro reimpianto nelle aree calve.

Il Dott. Cinikspecialista nel trapianto di capelli in Turchia, accompagna da molti anni pazienti in tutto il mondo nel loro percorso per ritrovare i propri capelli. La sua competenza medica, unita a un approccio umano e personalizzato, lo rendono un punto di riferimento essenziale nel settore. Ascoltando ogni profilo, propone soluzioni su misura, che si tratti di trattamenti medici o di interventi chirurgici. Grazie a tecniche all’avanguardia, come il metodo FUE e il DHI, consente ai suoi pazienti di ritrovare capelli folti e naturali.

Riferimenti bibliografici

Ho, C.H., Sood, T., & Zito, P.M. (2024). Androgenetic Alopecia. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430924/

Hughes, E.C., Syed, H.A., & Saleh, D. (2024). Telogen Effluvium. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430848/

Lin, C.S., Chan, L.Y., Wang, J.H., & Chang, C.H. (2023). Diagnosis and treatment of female alopecia: Focusing on the iron deficiency-related alopecia. Tzu Chi Medical Journal, 35(4), 322–328. https://doi.org/10.4103/tcmj.tcmj_95_23

Zubair, Z., Kantamaneni, K., Jalla, K., Renzu, M., Jena, R., Jain, R., Muralidharan, S., Yanamala, V.L., & Alfonso, M. (2021). Prevalence of Low Serum Vitamin D Levels in Patients Presenting With Androgenetic Alopecia: A Review. Cureus, 13(12), e20431. https://doi.org/10.7759/cureus.20431

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